Click at Scale: aumentare il CTR email con l’AI predittiva
- Studio Splio condotto su 340 brand clienti in Francia, Spagna e Italia tra gennaio 2023 e agosto 2025.
- In tre anni: +13% di email marketing inviate.
- Nello stesso periodo: -23% di clic in Europa (-30% in Francia, -22% in Spagna, -8% in Italia).
- Nel 2026, la performance non si ottiene aumentando i volumi, ma attivando i clienti giusti.
- AI predittiva + marketing automation: le automazioni raggiungono il 4,5% di clic.
- Il mobile cresce (+24% di invii nel 2025) e permette di distribuire meglio la pressione.
- Non tutti i momenti chiave rendono allo stesso modo: 1,8% di clic durante Black Friday e saldi invernali.
- L’AI predittiva fa la differenza: 1,4% vs 2,8% (segmentazione manuale vs audience IA).
Perché il clic è il miglior indicatore di rilevanza nell’email
Nel 2026, il clic nell’email sarà più determinante che mai. È un segnale diretto di rilevanza, un indicatore di interesse e, spesso, il punto di svolta tra una strategia CRM che costruisce la relazione e una che affatica i clienti. Il CTR resta uno dei migliori indicatori della qualità del legame: misura l’interesse reale, riflette la pertinenza dei messaggi e incide direttamente sulla performance attribuibile al CRM.
Le regole, però, sono cambiate. I clienti sono più esposti, le caselle di posta si saturano rapidamente e, di conseguenza, l’engagement diminuisce. La buona notizia è che non è inevitabile. Anzi, è il momento giusto per recuperare un vantaggio competitivo: passare da una logica di invii massivi a una logica di clic utili su larga scala.
Cosa mostrano i dati
Splio ha analizzato 340 brand clienti in Francia, Spagna e Italia, tra gennaio 2023 e agosto 2025. Il trend è chiaro: i volumi aumentano, mentre i clic diminuiscono.
In quasi tre anni, le email marketinng inviate sono cresciute del 13%. Questa maggiore pressione riduce l’attenzione disponibile per ogni messaggio. E i clic seguono la stessa dinamica: -23% in Europa, con cali del -30% in Francia, -22% in Spagna e -8% in Italia.
È un segnale evidente: quando il volume cresce più rapidamente della pertinenza, l’engagement si riduce. Per un brand, questo significa minore performance CRM e un rischio strutturale di banalizzare la relazione.
La domanda chiave nel 2026 non è più “come inviare di più”, ma come tornare a essere rilevanti, campagna dopo campagna.
Il nuovo paradigma: meno invii, più clic
La personalizzazione tradizionale
(segmenti, regole, calendario) non è più sufficiente. Il CRM entra in una nuova fase in cui la differenza sta nella capacità di scegliere chi attivare per ogni campagna, non solo nel messaggio.
È qui che l’AI predittiva cambia l’approccio: consente di passare da una segmentazione statica a una logica dinamica basata sull’intenzione.
Cosa fa concretamente l’AI predittiva
L’IA predittiva assegna uno score dinamico a ogni contatto a partire da migliaia di segnali per:
- Anticipare l’intenzione (acquisto, riacquisto, disimpegno)
- Identificare chi attivare, non solo chi può ricevere
- Adattarsi continuamente senza dipendere da regole fisse
- Limitare la sovraesposizione e proteggere la relazione nel tempo
In altre parole, l’iperpersonalizzazione diventa un meccanismo operativo: ogni campagna si è una decisione di allocazione dell'attenzione.
1. AI predittiva + marketing automation per affinare il targeting
Il marketing automation resta une leva fondamentale, a condizione di alimentarlo con i dati giusti.
Nel 2026, il tema non è più inviare di più, ma scegliere meglio a chi rivolgersi. L’AI predittiva lo rende possibile: analizza migliaia di segnali (comportamenti, acquisti, engagement) per identificare, campagna per campagna, le audience con maggiore probabilità di agire.
Il risultato: targeting più preciso, pressione meglio controllata e messaggi che raggiungono le persone giuste.
2. Orchestrare i canali per ridurre la pressione sull’email
Seconda insight dello studio: l’omnicanalità non è un’opzione, ma una leva di performance.
Nel 2025, gli invii mobile crescono del 24%. WhatsApp, RCS, SMS e push wallet permettono di distribuire la pressione, diversificare i contesti di attenzione e rinnovare la relazione.
L’email resta centrale, ma non deve più sostenere tutto il peso. Nel 2026, la performance si costruisce nella combinazione: email + mobile + automation + AI predittiva, orchestrati in modo coerente.
3. Momenti chiave: smettere di trattarli in massa
Altro elemento rilevante: non tutti i momenti commerciali hanno lo stesso impatto. Campagne come Black Friday e saldi invernali registrano in media un 1,8% di clic. Non significa eliminarle, ma gestirle con maggiore selettività.
La raccomandazione è chiara: riservare gli invii massivi ai momenti davvero rilevanti e ottimizzare il resto del calendario (pressione, frequenza, audience, valore).
KPI su cui concentrarsi nel 2026
Se il 2026 dovesse essere riassunto in una sola disciplina CRM, sarebbe questa: gestire la pressione in funzione del valore atteso.
- Limitare l'audience per campagna: l' AI predittiva di Splio permette di ridurre il perimetro (ad esempio a X% della base, secondo il contesto) per concentrare l’attenzione dove la probabilità di acquisto è più alta.
- Confrontare segmentazione manuale vs audience AI: i resultati sono evidente: 1,4% vs 2,8% di CTR. Raddoppiare l’engagement cambia completamente il paradigma e rompe il ciclo “invio di più perché clicco meno”.
Nell’era agentica, il clic evolve ma resta centrale
Gli agenti AI trasformeranno il lavoro dei team CRM: analisi più rapide, raccomandazioni continue, decisioni più precise e un’orchestrazione sempre più in tempo reale. In questo contesto, il clic sarà reinterpretato insieme ad altri indicatori (qualità della sessione, conversione, riacquisto, disimpegno, contributo omnicanale).
Ma resterà fondamentale: è un indicatore universale di una relazione sana. Un cliente che clicca è un cliente che presta attenzione. In un ecosistema omnicanale (email + mobile + automazione), il clic resta il collegamento più chiaro tra la promessa del brand e l’azione del cliente.
Click at Scale: una strategia di attenzione
La rivoluzione del 2026 non consiste nell’inviare meglio, ma nell’accettare un principio semplice: l’attenzione è una risorsa limitata e il CRM deve gestirla come tale.
Meno invii, più clic diventa il nuovo standard. L’AI predittiva integrata nel marketing automation consente proprio questo: campagne più pertinenti, meno affaticamento e una performance CRM in miglioramento continuo.
Perché Splio ha integrato Tinyclues AI nel cuore del marketing automation
Per rispondere a questo nuovo scenario, Splio ha fatto una scelta strategica: integrare Tinyclues AI in modo nativo nel marketing automation. Non come un modulo aggiuntivo né come uno strumento separato, ma come un’intelligenza direttamente connessa ai dati CRM.
L’obiettivo è chiaro: passare da una logica di automazione degli invii a una logica di automazione delle decisioni di targeting. In altre parole, garantire che ogni campagna e ogni scenario raggiungano le persone giuste, al momento giusto e con una pressione controllata, proteggendo la relazione e massimizzando il valore.
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